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LABORATORIO DI FELICITA – IL SECONDO INGREDIENTE

Ben ritrovato/a nel “Laboratorio di felicità”!

 

«Se decidi di essere felice, niente e nessuno al mondo può toglierti la felicità»

 Paramhansa Yogananda

 

Sei pronto a scoprire il secondo ingrediente della felicità? Allora ti presento la signora “CONSAPEVOLEZZA”!

Forse ti sorprenderà, ma noi viviamo maggior parte della vita auto-pilotati dalle nostri abitudini nella così detta “Zona di comfort”.  Lì conosciamo tutto bene, non c’è niente da imparare e la nostra mente vaga altrove.

Ti ricordi quando hai imparato ad andare con la bicicletta? Prestavi l’attenzione ad ogni movimento, eri completamente concentrato su ciò che stavi facendo. Una piccola distrazione la pagavi con una caduta per terra. Mano a mano che la tua abilità migliorava, cominciavi a guardarti intorno e non rischiavi più di cadere fino ad arrivare a pedalare e pensare di tutto meno che a come portare la bici.

Questo è solo un esempio. Il processo è uguale per tutte le abilità che abbiamo acquisito durante la nostra esistenza. Inoltre siamo quasi tutti e quasi sempre inconsapevoli delle emozioni che stiamo provando e dei nostri bisogni. Quando capita accorgersi di provare la rabbia, la paura, l’odio, il disprezzo ecco allora arriva il senso di colpa a braccetto con la vergogna. Inutile dire che la felicità ha ben poco a che fare con questi sentimenti.

I nostri “ospiti indesiderati” non ci piacciano per niente. A questo punto li neghiamo e cerchiamo di combatterli. La distrazione è la linea di condotta che molti di noi adottano. Molti guardano la televisione o giocano ai videogiochi per mascherare il proprio disagio. Alcuni vanno anche oltre, si rifugiano nell’alcol o le droghe.

Proprio qui entra in scena la “CONSAPEVOLEZZA”! Capacità di AGIRE al posto di REAGIRE. Qual è la differenza tra loro? Ti faccio un esempio:

  • provi la rabbia ed intervieni quando vedi un adulto picchiare un bambino. – la tua rabbia è provocata da quello che hai visto (stimolo) e rispondi con l’azione.
  • Provi la rabbia quando stai aspettando il tuo amico che tarda ad arrivare e quando finalmente viene, lo rimproveri. – la tua rabbia è provocata dal tuo bisogno insoddisfatto, ma non sei consapevole e reagisci versandola sul tuo amico, ancor prima di conoscere il motivo del suo ritardo.

Dunque, quali bisogni si nascondano dietro a ciò che stai provando. La rabbia in questo caso è un seme di consapevolezza e possiamo imparare ad accettarla ed accoglierla.

Ogni talvolta che avvertiamo la sua forte ondata, abbiamo la possibilità di fare qualcosa per gestire questa energia negativa, in modo che non ci distrugga.  Mentre aspetti il tuo amico potresti chiederti:

Di che cosa ho bisogno in questo momento? – è la domanda che può aiutare a fare chiarezza dentro di te.

Una volta trovata la risposta, pensa: – Come posso soddisfare ora questo mio bisogno?

Se la risposta tarda ad arrivare e non sai proprio che fare, chiediti:

Cosa mi può aiutare a stare meglio?

Cosa posso fare?

Cosa aspetto che accade?

Come posso far accadere ciò che aspetto?

Qual è la mia RESPONSABILITÀ in tutto ciò? (quest’ultima è riferita al sentimento che stai provando)

 

Più domande ci facciamo più ci rendiamo CONSAPEVOLI e quindi possiamo costruire la nostra FELICITÀ.

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